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Serramenti, il 70% delle installazioni di prodotti in Pvc realizzato grazie alle detrazioni fiscali

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Rapporto Unicmi sul mercato dell’involucro edilizio: la domanda alimentata dalle detrazioni fiscali  rappresenta il 44% del totale
Gli incentivi fiscali nel 2016 hanno prodotto vendite di serramenti per oltre 1,7 miliardi di euro.
Circa il 70% delle installazioni di prodotti in Pvc è realizzato grazie alle detrazioni, per un valore di 670 milioni di euro.
È questo il dato più interessante contenuto nel rapporto sul mercato dell’involucro edilizio che viene pubblicato dall’ufficio studi di Unicmi.

Proprio per i serramenti il rapporto continua a fotografare il ruolo decisivo delle detrazioni fiscali.

L’impatto degli incentivi fiscali è cresciuto costantemente dalla loro introduzione ed oggi rappresenta il 44% della domanda totale.

«Gli incentivi rappresentano una componente strutturale della domanda senza la quale il settore andrebbe incontro ad un drastico ridimensionamento».
Grazie alla loro permanenza il mercato dei serramenti in alluminio nel 2017 dovrebbe crescere tra il 2 e il 2,5 per cento.

In generale, la domanda complessiva di serramenti nel mercato italiano si attesta su un valore di circa 4,27 miliardi di euro;

di cui 2,75 nel settore residenziale e 1,52 in quello non residenziale.

Per i serramenti la ripresa è stata generata dal mercato del recupero, ma ha beneficiato anche della ripresa delle nuove costruzioni.

Si tratta comunque “di una ripresa debolissima che interessa solo alcune imprese, quelle più votate al mercato residenziale “retail” costituito da piccoli lavori di sostituzione di infissi con committenza privata.

Le aziende del comparto continuano ad operare con un struttura finanziaria vulnerabile”.

Anche per le facciate continue c’è stata un’inversione di tendenza (+2,5%), con un valore di circa 485 milioni di euro.

«Questa ripresa – spiega il rapporto – è in parte legata ad una ripresa degli investimenti nelle costruzioni non residenziali, in particolare quelle destinate al terziario e quelle pubbliche».

Un contributo rilevante ai ricavi delle aziende proviene anche dai lavori di “recladding”, cioè di sostituzione delle facciate continue esistenti che incide, secondo le stime, per circa il 14% sul totale del mercato delle facciate e vale circa 67 milioni di euro.

I costruttori di facciate hanno, poi, una presenza consolidata sui mercati internazionali, in particolare in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.

Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita significativa delle esportazioni, che hanno quasi raggiunto il 40% del fatturato.

In conclusione, l’Ufficio studi elabora la sua previsione per il 2017: «Non sarà l’anno del consolidamento della ripresa, come si poteva ipotizzare dai dati diffusi in autunno sull’economia italiana, ma sarà un anno di transizione che le aziende dovranno utilizzare per prepararsi alla vera ripresa, operando per rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale e ricominciando a far investimenti mirati non solo ad incrementare l’efficienza, ma anche a sviluppare prodotti nuovi, con prestazioni superiori e facilmente industrializzabili».

Sarà importante intervenire per stabilizzare la struttura finanziaria, attraverso operazioni di ristrutturazione del debito, ricapitalizzazione e l’utilizzo di nuovi strumenti finanziari.

Fonte il sole24ore

 

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