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Come si comporta il serramento in PVC in caso di incendio?

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Eccellenti proprietà isolanti, di durata, sicurezza, di facilità di manutenzione e basso impatto ambientale dei profili finestra e degli avvolgibili in PVC.

Comportamento al fuoco del serramento in PVC di un edificio residenziale o commerciale

Partiamo dalla normativa di riferimento. Secondo i criteri di verifica previsti nella “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione” (EN 13501-1), il PVC è in grado di ottenere i più alti risultati di reazione al fuoco rispetto agli altri materiali termoplastici: Euroclasse B-s1-d0.
Il livello “B” indica basso rilascio di calore e limitato contributo all’alimentazione del fuoco; “S1”significa basso rilascio di fumo; con “d0” si intende che il PVC-U (quello rigido con cui si realizzano profili e avvolgibili ma anche tubazioni ) quando brucia non genera scintille riducendo la propagazione dell’incendio.
Entrando più nello specifico, il serramento in PVC ha intrinsecamente un elevato potenziale per resistere a fonti di accensione e quindi non contribuisce, se non in minima parte, all’avvio di un incendio.
Non rilascia scintille che generano propagazione. Irradia solo una minima quantità di calore ed è autoestinguente, cessa cioè di bruciare una volta rimossa la sorgente di fiamma.

Una proprietà molto importante della finestra in PVC (e del PVC in generale) è la sua carbonizzazione. Esposto ad una temperatura elevata (es. 7.500°), il polimero ha una notevole espansione in termini di volume (dell’800%) e carbonizza, creando così uno strato di protezione che ostacola la propagazione del fuoco.
Descritti i primi concetti, passiamo ora all’aspetto sicuramente più rilevante, quello connesso alla sicurezza degli utenti in caso di incendio.
Quando il PVC brucia, come qualsiasi altro materiale non minerale, genera fumi che contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica (entrambi normali componenti della nostra atmosfera), monossido di carbonio e cloruro di idrogeno.
Il monossido di carbonio (CO) è un gas che si produce anche quando ad esempio si brucia legna, carbone, gas metano, benzina, gasolio, ecc.. I principali casi problematici legati a questo gas riguardano il malfunzionamento di impianti domestici e la sua pericolosità è connessa al fatto che è inodore, insapore e incolore.

A differenza del cloruro di idrogeno (HCI) che invece è un gas irritante (anche se le concentrazioni provocate dalla combustione del PVC rimangono abbondantemente al di sotto dei limiti realmente pericolosi per l’incolumità) e quindi un vantaggio in caso di incendio perché agisce come segnale di preallarme e di evacuazione. Nessun danno rilevante alla struttura dell’edificio (residenziale o commerciale) può essere causata dal rilascio dell’HCI.
A riprova della sicurezza del PVC, diversi studi hanno dimostrato che la sostituzione di materiali da costruzione non plastici con questo polimero non comporta alcun cambiamento significativo relativamente ai pericoli creati da un incendio di un edificio.
Il comportamento al fuoco e la sicurezza antincendio delle finestre in PVC sono oggetto di uno specifico volume dal titolo “Fuoco e serramenti in PVC”, recentemente pubblicato dal Gruppo Serramenti e Avvolgibili di PVC Forum Italia in cui si parla di:

  • Progettazione
  • Prevenzione e controllo
  • Incendi e combustioni
  • Comportamento al fuoco degli edifici
  • Classificazione europea per la reazione al fuoco dei materiali
  • Comportamento al fuoco di facciate (secondo nuova Guida Tecnica dei Vigili del Fuoco)
  • Comportamento al fuoco del PVC

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